Paesi dell'Aniene

Vicovaro

Nei secoli precedenti il XVIII, il toponimo Vicovaro venne interpretato come "Vicus Varronis" o "Vicus Vari" (Villaggio di Varrone, Villaggio di Varo), dal Biondo, da Pio II, dall'Alberti, dal Mirzio, dal Corsignani, ecc. Marco Antonio Sabellico (1436- 1505), l'illustre umanista nativo di Vicovaro, chiamò la sua terra natale "Vicus Varronis" o "Vicus Valerius", supponendo anch'egli, al pari d'altri scrittori, un'ipotetica città di Valeria e ciò per un'erronea trascrizione del già citato passo di Strabone e per un'inesatta traduzione di un brano della biografia del papa marsicano Bonifacio IV.

Vallepietra

Vallepietra, posta a 825 m, è circondata da alte montagne ricoperte da boschi dove dominano nelle zone più alte il faggio e l'acero e nella parte bassa il carpino, la quercia e l'elce.
Il suo territorio è limitato dai monti Tarino (m 1986) che lo separa dal territorio di Filettino, dal monte Autore (m 1853) che lo separa da Camerata e da Subiaco, dal Capitello che segna il confine con Jenne, dall'altipiano di Faito che limita i confini con Trevi e dall'altipiano Campo la Pietra che lo separa da Cappadocia (Abruzzo).

Tivoli

Tivoli è una città d'arte ancora più antica di Roma: risale infatti al 1215 avanti Cristo.Oggi è una solenne e affascinante cittadina di circa 60.000 abitanti a 30 km dalla capitale.

Ricca di monumenti, musei e siti archeologici, è abbellita da vedute panoramiche che hanno ispirato gli artisti più insigni. La ricchezza delle acque che circondano ancora oggi la cittadina favorì nelle diverse epoche l'impianto di grandi complessi architettonici. Gli esempi più straordinari sono la Villa Adriana di epoca romana, la cinquecentesca Villa D'Este con le sue fontane, nonché la Villa Gregoriana costruita nell'Ottocento all'interno della valle del fiume Aniene.

Subiaco

L'origine di Subiaco può essere - secondo lo storico Gregorio Jannuccelli - ricollegata a tre diverse epoche: la prima ne suppone la edificazione prima dell'età volgare; la seconda al sec. I d.C. e la terza nel sec. VII. Comunque, il primo che portò alla ribalta della storia la Regione Sublacense fu l'imperatore Nerone che, nel sec.I d.C., fece costruire una sontuosa villa, soggiornandovi fino al 60 circa, e tre laghi artificiali (laghetto di S.Benedetto nella foto sottostante) lungo il corso dell'Aniene (i Simbruina Stagna, di cui parla Tacito negli Annales.

Jenne

Il nome di Jenne, detto anche Gehenna, si fa derivare dal termine inferno che ancora oggi rimanda alle belle grotte dell' Inferniglio, poste sotto il paese, a 512 metri s.l.m., nell'omonima località. Dalle grotte, esplorate da speleologi svizzeri, francesi ed italiani, oggetto di leggende popolari su una chioccia dalle uova d'oro, si raggiunge facilmente la "Mola Vecchia", antico mulino costruito dai padri benedettini nell' XI sec. in un punto in cui il corso dell' Aniene forma un invaso naturale. Intorno al 1079 il castello di Jenne, posto a dominio di tutta la valle dell'Alto Aniene, fu oggetto di contesa fra esponenti della famiglia dei Conti di Tuscolo, dalla quale nascerà Papa Alessandro IV, ed il monastero di Santa Scolastica il cui abate, dopo aver riconquistato Jenne e costruito un castello sul monte Porcaro (1082), li concesse in feudo a Crescenzo, vescovo di Alatri.

Cervara

La nascita di Cervara risale all'883 ed è documentata dall'atto di donazione di alcune terre del duca Cesario Vestario al monastero di S.Scolastica. In tale atto è menzionato per la prima volta il "Mons Cervaria", nome dovuto ai cervi che vi pascolavano. La Rocca del paese, per la sua inespugnabilità, fu scelta da Pelagio, monaco scismatico, che si proclamò Abate nel 1273 resistendo per tre anni agli attacchi dell'esercito Pontificio.

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Castel Madama

Secondo fonti riferibili al monastero di Subiaco sappiamo che nel 1034 il Prefetto di Roma Crescenzio degli Stefaniani dona ai monaci benedettini alcune porzioni di un "Nuovo Castello" chiamato di Sant'Angelo. Questo castello nel 1123 fu distrutto dai tiburtini e rimase a lungo disabitato finchè Napoleone di Giangaetano Orsini acquista alcune parti di quell'antico castro così malridotto e dà l'avvio alla lunga dominazione degli Orsini che si conclude solo nel 1504 quando Alfonsina Orsini sposa Piero Dei Medici. Alessandro Dei Medici, nipote di Piero, sposa Margarita d'Austria, che, rimasta vedova, nel 1538 eredita il paese che poi porterà in dote al nuovo marito Ottavio Farnese.

Arsoli

Territorio equo, con ritrovamenti d’epoca romana del II sec. a.C., il paese nasce intorno all’anno mille (997) e conserva tutt’ora pressochè intatto il centro storico medioevale e le antiche viuzze. Il castello Massimo sorto nell’XI sec. come convento-castello dell’Abbazia di Subiaco e successivamente fortificato, ha notevoli affreschi di Federico Zuccari, Marco Benefial, Antonio Macci.La chiesa parrocchiale intitolata al SS. Salvatore è del ‘500, ricostruita su disegno di Giacomo della Porta conserva una bellissima “Trasfigurazione” del Domenichino, una tela di Marco Benefial, due tele del seicento di ignotoLa piccola chiesa di S. Rocco, situata nel Borgo omonimo di Arsoli, custodisce un ricco patrimonio di storia e di arte negli affreschi che ricoprono le pareti e la volta e nelle numerose memorie graffite ed a pennello che si possono leggere sulle pareti.

Anticoli Corrado

Anticoli è posto su uno sperone roccioso a 508 metri di altitudine, sulle pendici settentrionali dei monti Ruffi che dominano la Valle dell'Aniene. Nasce come "castellum" cioè come un villaggio fortificato, quando le popolazioni, dopo la fine dell'Impero Romano, si attestavano sui monti e sui colli in posizione di difesa.

Il nome Anticoli si fa risalire da Antikuis da un'iscrizione greca databile intorno al VII-VIII sec.. La proprietà del "castellum" anticolano passa , attraverso i secoli, nelle mani di diverse nobili famiglie a cominciare dai signori di Poli nell'XI sec. Alla famiglia Conti dalla fine del sec. XII agli Antiochia nel sec. XIII i quali probabilmente modificarono il nome del paese aggiungendo Corrado dal nome del figlio e successore di Federico di Antiochia. Dal XV sec. Anticoli diviene proprietà dei Colonna e con alterne vicende agli Sciarra Colonna, Massimo e Barberini